100 Anni di Jeans

Qual è il capo che non manca in nessun guardaroba, né di uomini né di donne, ma anche di grandi e piccini? I jeans! E quello che è per tutti un vero e proprio must ha, anche se non li dimostra, ormai più di 100 anni.

Levi Strauss cominciò ad usare questo tessuto nella seconda metà del 1800 per confezionare pantaloni da lavoro e oltre un secolo dopo Diana Vreeland, fashion editor di Vogue America, usò il seguente motto di spirito: “I jeans sono la miglior invenzione dopo la gondola”, mentre Yves Saint Laurent li definì “sexy e semplici, modesti ed esuberanti al tempo stesso”.

Incredibili e senza tempo sono i Jeans di J. Brand considerati una seconda pelle dove passare la propria esistenza… Adorati in tutti gli Stati Uniti e non solo!

Per festeggiarli sono scattate diverse iniziative in giro per il mondo: la più importante è forse la mostra Blue Jeans – 350 years, che si terrà in Olanda, al Centraal Museum di Utrecht, dal 24 novembre al 10 marzo 2013.

In esposizione creazioni di grandi maestri come Chanel, Levi’s, Jean Paul Gaultier e Yves Saint Laurent, ma anche dipinti d’epoca e installazioni.

 

 

What is the head that is not lacking in any wardrobe, neither men nor women, but also children and adults? The jeans! And that is all for a real must have, even if it does not show, now more than 100 years.

Levi Strauss began to use this fabric in the second half of 1800 to pack pants and work more than a century after Diana Vreeland, fashion editor of American Vogue, used the following joke: “Jeans are the best invention since the gondola” while Yves Saint Laurent called them “sexy and simple, modest and exuberant at the same time.”

Incredible and timeless are the jeans J. Brand considered a second skin to spend their lives … Beloved in the United States and beyond!

To celebrate it have taken a number of initiatives around the world, the most important is perhaps the exhibition Blue Jeans – 350 years, to be held in the Netherlands, the Centraal Museum in Utrecht, from November 24 to March 10, 2013. On display creations of great masters such as Chanel, Levi’s, Jean Paul Gaultier and Yves Saint Laurent, as well as vintage paintings and installations.

 

 

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KATE MOSS

 

Una delle icone fashion indiscusse è sicuramente lei: Kate Moss

Che ci crediate o no, quest’anno festeggia 25 anni di carriera, una delle più longeve nel mondo ad altissima deperibilità della moda.

Tra copertine, sfilate e pubblicità, il volto e il corpo di Kate hanno accompagnato lo sguardo di uomini e donne, incarnando un’idea contemporanea di bellezza: imperfetta, nervosa, unica e non convenzionale.

Tra alti e bassi, Kate Moss è ancora sulla cresta dell’onda, ammirata e fotografata, a ossessionare le amanti dello stile.

Per festeggiarla a modo nostro, vi proponiamo una serie di consigli per imitare il suo look, a metà tra stile indie e glam rock.

Lo stile di Kate Moss è immediatamente riconoscibile. I suoi look oscillano sempre tra indie e glam, declinando tutte le varie ispirazioni del guardaroba rock.

Bad girl da sempre, anche per i comportamenti e le storie d’amore con rockstar come Pete Doherty e il neo-marito Jamie Hince, Kate ha assunto l’immagine proverbiale della ragazza da concerto, con skinny jeans, maglia slabbrata, giacchetto di pelle e anfibi.

Altre volte invece, quando non veste con abiti da sera scivolati abbinati a pelliccia, predilige un look anni ’70, con cappotti dal collo ampio, zeppe o stivali, e una allure bohemienne che non si vedeva dai tempi di Brigitte Bardot.

 

 

One of the undisputed fashion icon is definitely her: Kate Moss

Believe it or not, this year celebrates 25 years of his career, one of the longest in the world at very high perishability of fashion.

Between the covers, fashion shows and advertising, the face and the body of Kate accompanied the attention of men and women, embodying a contemporary idea of beauty: imperfect, nervous, unique and unconventional.

Between high and low, Kate Moss is still going strong, admired and photographed, to haunt the lovers of style.

To celebrate it in our own way, we propose a series of recommendations to imitate her look, somewhere between indie style and glam rock.

Kate Moss’s style is instantly recognizable. Her look always oscillate between indie and glam, declining all the various inspirations of rock wardrobe.

Bad girl always, even to the behaviors and romances with rock stars such as Pete Doherty and the neo-husband Jamie Hince, Kate took the proverbial image of the girl concert with skinny jeans, chipped shirt, leather jacket and amphibians.

Other times, when it wears evening gowns slipped combined with fur, it prefers a 70s look, with wide-necked coats, platform shoes or boots, and a bohemian allure that has not been seen since the days of Brigitte Bardot.

 

 

Nicolas Ghesquière: ADDIO BALENCIAGA

Ne è stato direttore creativo per 15 anni, risollevandone le sorti e rilanciandolo nel complicato e competitivo mondo della moda

contemporanea: Nicolas Ghesquière, dopo 15 anni di intenso lavoro, lascia la casa di moda Balenciaga.

Il suo lavoro, molto ammirato da critici e fashionisti, rende l’eredità della maison molto difficile da sostenere, e infatti il mondo della moda si sta già domandando, come accade sempre, chi potrà degnamente sostituire Ghesquière al timone di Balenciaga, e soprattutto dove andrà e cosa farà adesso il talentuoso designer.

Per adesso Ghesquière non ha voluto commentare, promettendo di diffondere un comunicato stampa. L’addio si aggiunge alla discreta lista di giri di vite di quest’anno, che ha visto Raf Simons lasciare Jil Sander per Christian Dior (leggi qui), e Hedi Slimane tornare a disegnare e dirigere, questa volta Saint Laurent Paris (leggi), al posto di Stefano Pilati.

Arriveranno altre sorprese?

 

 

It was creative director for 15 years, going up the fate and relaunched it in complicated and competitive world of contemporary

fashion: Nicolas Ghesquière, after 15 years of hard work, let the fashion house Balenciaga.

His work, much admired by critics and fashionistas, the legacy of the house makes it very difficult to sustain, and in fact, the fashion world is already wondering, as always happens, who can worthily replace Ghesquière at the helm of Balenciaga, and especially where will go and what to do now, the talented designer.

For now Ghesquière would not comment, promising to issue a press release. The farewell is added to the list of discrete crackdowns this year, which saw leave Jil Sander Raf Simons for Christian Dior (read here), and Hedi Slimane go back to drawing and directing, this time Saint Laurent Paris (read) instead of Stefano Pilati.

They’ll be other surprises?

FASHION ’20

Gli anni ’20 furono un punto di svolta: in quel decennio la donna si liberò definitivamente del busto, tagliò capelli e orlo delle gonne, iniziando un’era che intriga tutt’ora stilisti e celebrities.

Nomi come Coco Chanel e Madeleine Vionnet cambiarono il concetto del couture, dando vita a mode e stili che gettarono le basi della femminilità contemporanea. Dopo secoli di donne burrose, le flapper girls magre e quasi emaciate imposero uno stile androgino, truccatissime e libere di vivere la propria vita, non senza dar scandalo nella società post-vittoriana che si affacciava sulla modernità che conosciamo.

Sono gli anni del Proibizionismo, della nascita del divismo cinematografico e delle case di moda, dei profumi venduti in larga scala (Chanel n°5 è del 1921), del reggiseno e dell’avvento dell’automobile.

Uno stile rappresentato da Keira Knightley, perfettamente inserita nel mood anni ’20.

 

The ’20s were a turning point in that decade she finally got rid of the bust, hair cut and hem skirts, beginning an era that still intrigues stylists and celebrities.

Names such as Coco Chanel and Madeleine Vionnet changed the concept of couture, creating fashions and styles that laid the foundations of contemporary femininity. After centuries of women buttery, the flapper girls skinny and emaciated almost imposed an androgynous style, with more make up and free to live their lives, not without giving scandal in post-Victorian overlooked the modernity that we know.

These were the years of Prohibition, the birth of film stardom and fashion houses, perfumes sold in large scale (Chanel No. 5 of 1921), the bra and the automobile.

Style represented by Keira Knightley, perfectly integrated in the mood ’20s.

Ala, la prima rivista Islamica

Esce la prima rivista dedicata alla moda islamica ed è subito un grande successo. Accade in Turchia dove “Ala” (che in turco ottomano significa “bellezza”), rivista che porta in copertina le donne con il velo, è riuscita a insidiare le vendite dei colossi dell’editoria cartacea femminile come Marie Claire e Cosmopolitan.

Ala esce meno di un anno fa, e fin dall’inizio vende migliaia di copie, eguagliando le copie delle riviste femminili occidentali.

Il magazine è stato fondato da due pubblicitari, che hanno capito molto bene quale segmento di mercato non era stato ancora toccato, ovvero quello delle donne islamiche che si vestono secondo la moda tasettur (velata), moda che prevede vestiti lunghi, braccia coperte e ovviamente il velo.

Il successo editoriale di Ala in una Turchia laica sancisce con forza la volontà da parte di una porzione di popolazione femminile di rivendicare il velo come scelta culturale e religiosa personale.

Infatti per sottolineare la laicità dello stato turco, dagli anni 20 è proibito per le donne indossare il velo negli uffici pubblici e, ancora nelle università, rappresenta un problema. Le cose stanno cambiando con l’impegno politico del premier islamico moderato Erdogan, che piano piano sta lottando per appianare questa discriminazione religiosa.

 

 

Published the first magazine devoted to Islamic fashion and is an immediate success. Happens in Turkey, where the “Wing” (which in Ottoman turkish means “beauty”), a magazine that brings to cover women with headscarves, was able to undermine the sales of paper publishing giants women like Marie Claire and Cosmopolitan.

Wing comes less than a year ago, and ever since then sells thousands of copies, equaling copies of Western women’s magazines.

The magazine was founded by two advertisers, who understood very well what segment of the market had not yet been reached, namely that of Muslim women who dress according to the fashion tasettur (veiled), which provides fashion long dresses, arms covered, and of course the veil.

The publishing success of Ala in a secular Turkey strongly enshrines the will on the part of a portion of the female population to claim the veil as a cultural choice and personal religious experience. In fact, to emphasize the secular state turkish, from the 20s is forbidden for women to wear a veil in public offices and, still in the universities, is a problem. Things are changing with the political commitment of Prime Minister Erdogan’s moderate Islamist, which is slowly struggling to settle this religious discrimination.

Athens Fashion Week

Non solo Milano – Londra – Parigi – New York.

Oltre al classico quartetto della moda internazionale, si stanno facendo strada nuove realtà creative, e dunque nuove fashion week da tenere d’occhio, come quelle di Rio de Janeiro e Sao Paolo, Berlino, Istanbul e Atene.

 

Proprio a proposito di Atene, i DESIGNER locali presentano le creazioni più interessanti viste per la stagione primavera/estate 2013, a cominciare dal brand Celebrity Skin, Makis Tselios, Ratt by Rita Attalla.

 

Questi tre, tra i più celebri nel panorama Fashion che riguarda la Grecia.

Paese che nonostante la genuflessione davanti ad una situazione economica che la rende schiava del sistema economico, ha la capacità di risorgere dalle ceneri come una fenice creando collezioni che nulla invidiano le collezioni Italiane.

 

 

Not only Milan – London – Paris – New York.

In addition to the classic quartet of international fashion, are finding a new creative realities, and therefore new fashion week to watch, as Rio de Janeiro and Sao Paulo, Berlin, Istanbul and Athens.

Just about Athens, DESIGNER rooms have views of the most interesting creations for Spring / Summer 2013, starting with the brand Celebrity Skin, Makis Tselios, Ratt by Rita Attalla.

 

These three are among the most famous in the fashion scene that relates to Greece.

 

Country despite the bowing in front of an economic situation that enslaves the economic system, has the ability to rise from the ashes like a phoenix creating collections that nothing envy the Italian collections.

Faliero Sarti

Non sono semplici sciarpe, sono ormai accessori indispensabili e preziosi declinati in ogni sorta di stampa e colore.

 

Le collezioni di Faliero Sarti, lanificio nato nel 1949, sono capolavori tessili, mix impeccabile di fibre di origine naturale e microfibre di nuova generazioni.

 

La lana, il cashmere, l’angora , la seta,  il lino si trasformano in opere d’arte, sono tavolozze dove la designer Monica Sarti imprime le sue emozioni, i suoi pensieri, dove può dar spazio alla sua immaginazione.

 

Oltre alle righe, ai quadretti , alle microfantasie, prendono vita le stampe delle banconote, le bandiere dei paesi, le lettere d’amore e le poesie, tra colori delicati e lampi accesi nei toni fluo.

 

Come resistere.

 

 

They are not just scarves, accessories have become indispensable and precious declined in all sorts of print and color.

 

The collections of Faliero Sarti, woolen mill established in 1949, are masterpieces of textile, perfect mix of natural fibers and microfibers of new generations.

 

Wool, cashmere, angora, silk, linen are transformed into works of art, where the palettes are designer Monica Sarti gives his emotions, his thoughts, which can give space to his imagination.

 

In addition to the lines, to the small, micro designs to come to life prints banknotes, flags of countries, the love letters and poems, including soft colors and bright flashes in fluorescent tones.

 

How to resist.

Animal Ring

Per Sylvie Corbelin, un gioiello è un oggetto magico, un simbolo da custodire gelosamente.

Una rana rosa, una pantera bianca con gli occhi di smeraldo, un ragno tempestato di zaffiri e un dragone di diamanti. No, non ci troviamo in un giardino fantastico, ma in gioielleria, davanti a dei meravigliosi anelli ispirati alle forme di vita animale.

Sono anelli con animali creati dai più importanti nomi della gioielleria internazionale, che hanno giocato con materiali preziosi per immaginare queste creature da fiaba, terribili e meravigliose, da addomesticare infilandole al dito.

Benvenuti nello zoo del lusso, il regno dell’animal kitsch.

 


For Sylvie Corbelin, a jewel is a magical object, a symbol to treasure.

A frog pink panther white with emerald eyes, a spider with sapphires and diamonds of a dragon. No, we are not in a fantastic garden, but in jewelry, in front of the beautiful rings inspired by the forms of animal life.

Are rings with animals created by the most important names in international jewelery, who played with precious materials to imagine these creatures from fairy tales, terrible and wonderful, to tame looping them the finger.

Welcome to the zoo of luxury, the kingdom of the animal kitsch.

ELECTRIC BLUE

Le sfilate come al solito mettono tanta carne al fuoco: stili, colori, fantasie e materiali diversi danno vita a mille possibili combinazioni stagionali.

Ma come sempre è possibile estrapolare gusti e stili che si ripetono, e che danno un tratto distintivo alla stagione in corso.

 

Quali sono i trend dell’autunno inverno 2012-2013, e a quali stili vi ispirerete per il vostro shopping invernale?

 

Il nero l’ha fatta sicuramente da padrone durante le sfilate, soprattutto in accoppiata con la pelle; i toni scuri però sono stati mitigati spesso da colori accessi e soprattutto da pellicce pop e fantasie dal sapore orientale.

 

Uno dei colori più ricorrenti: il blu elettrico, che fa una bellissima figura nella nuova collezione ideata da Lady Prada.

Anche La Maison Fendi, d’altro canto non scherza affatto in quanto a colori.

Blu elettrico, royal mixato sapientemente a verdi cangianti e gialli ocra.

Colori nuovi che difficilmente passano inosservati.

Colori  particolari, perché  particolare è indubbiamente la donna che riesce ad abbinarli senza sbagliare.

 

Meno male, aggiungerei.

Saremmo tutte vestite uguali.

 

The fashion shows as usual put a lot of irons in the fire: styles, colors, patterns and different materials to create thousands of possible combinations seasonal.

But as always it’s possible to extrapolate tastes and styles that are repeated,

and give a hallmark to the season.

 

What are the trends fall/ winter 2012-2013, and which styles you will inspire you for your winter shopping?

 

Black has made sure to master during the fashion shows, especially coupled with the skin; dark tones, however, were often mitigated by bright colors and especially fur and pop fantasies oriental flavor.

 

One of the most common colors: electric blue, which is a beautiful figure in the new collection designed by Lady Prada.

Even The Maison Fendi, on the other hand not joking as in color.

Electric blue, royal expertly mixed iridescent green and yellow ocher.

New colors that hardly go unnoticed.

Special colors, especially because it is undoubtedly the woman who manages to combine them without mistakes.

 

Luckily, I might add.

We would all dressed the same.

Dior Vs Cartier. Gli orologi di lusso.

Sono da sempre gli accessori più desiderati, dagli uomini, ma anche dalle donne.

Gli orologi preziosi, di lusso, regalano un senso di prestigio che pochi altri oggetti e accessori sanno donare.

Per questo 2012 i maestri dell’arte del tempo, Cartier, Van Cleef & Arpels, Frédérique Constant e tanti altri, hanno giocato materiali, forme ed effetti, rendendo queste icone di lusso ancora più desiderabili.

Un originalissimo modello di Cartier, Tank Folle, che si rifà alla stravaganza di un modello degli anni ’60 chiamato Crash.

Quadrante effetto soleil reso sofisticato e particolare dai numeri romani e dalle lancette d’acciaio azzurro.

Tank Folle fa parte di un’edizione limitata di soli 200 esemplari, ed è formato da una cassa in oro bianco 18 carati rodiato, lunetta ornata di brillanti, vetro in zaffiro e cinturino in tela spazzolata color antracite.

Un orologio da donna iconico, quello creato da Dior, che punta sul total black e sulla brillantezza dei diamanti.

VIII Grand Bal Résille stupisce per il suo quadrante girevole, che regala un bellissimo effetto di luce grazie al motivo disegnato da piccoli brillanti. Il quadrante di 38 mm è in ceramica e la lunetta è circondata da diamanti. In tutto le pietre preziose che rendono questo modello unico sono 254.

Il cinturino è formato da maglie a piramide in ceramica nera.

Have always been the most desired accessories, by men but also by women.

The precious watches, luxury, gives a sense of prestige that few others know how to give items and accessories.

For 2012, the masters of the art of this time, Cartier, Van Cleef & Arpels, Frédérique Constant and many others, have played materials, shapes and effects, making these icons of luxury even more desirable.

An original model of Cartier Tank Folle, which refers to the extravagance of a model of the ’60s called Crash.

Sunray effect dial sophisticated and particularly by Roman numerals and blue steel hands.

Mad Tank is part of a limited edition of only 200 copies, and is formed by a 18-carat white gold case rhodium plated, bezel set with diamonds, sapphire glass and brushed canvas strap in anthracite

A ladies’ watch iconic, one created by Dior, which focuses on total black and brilliance of diamonds.

VIII Grand Bal Résille impresses with its rotating dial, which features a beautiful light effect thanks to the pattern drawn by small diamonds. The dial of 38 mm is made of ceramic and the bezel is

surrounded by diamonds. In all the precious stones that make this model unique is 254.

The strap is made of black ceramic mesh pyramid.