FAR EAST FILM FESTIVAL

FAR EAST FILM FESTIVAL1

Taglio del nastro per la 15° edizione del Far East Film Festival, l’attesissima manifestazione cinematografica interamente dedicata all’ Oriente.
Scopo dell’evento, orgogliosamente ospitato dalla provincia friulana e ormai considerato vetrina europea d’eccellenza per la filmografia popolare asiatica, è soddisfare la curiosità degli appassionati ed avvicinare anche i fruitori meno affezionati o esperti alla visione di pellicole che difficilmente vengono distribuite nelle tradizionali sale cinematografiche italiane.
Il festival decreterà il vincitore tra uno dei cinquantasette film e sei cortometraggi prodotti da dieci Paesi diversi: da Hong Kong alla Cina, dalla Thailandia alla Malesia, dall’ Indonesia alle Filippine e Giappone (quest’ultimi la fanno da padroni, presentandosi in gara con il maggior numero di titoli).
Ad aprire la kermesse, dopo l’inaugurazione con il cortometraggio di produzione sudcoreana “The Jury”, saranno l’anteprima europea del film “The Berlin File”, ancora una volta sudcoreano, e la commedia “It’s Me, It’s Me”, première mondiale targata Giappone.
“The Berlin File”, ambientato a Berlino in un’atmosfera da Guerra Fredda, è la storia di un agente speciale nordcoreano al quale è stata affidata la responsabilità di negoziare un accordo in materia di armi con un’organizzazione terroristica araba.
Di tutt’altro genere, invece, “It’s Me, It’s Me”, surreale storia di un malcapitato commesso asiatico costretto a fare i conti con cloni di se stesso sempre più numerosi e dalle personalità diverse, che dopo i primi benefici iniziali finiranno per creargli non pochi problemi di gestione.

Questo e molto altro al Far East Film Festival di Udine, arricchito quest’anno da tre anteprime mondiali (oltre a “It’s Me, It’s Me” anche “” e “Angel Home”, entrambe – come la prima – di produzione giapponese), 13 anteprime internazionali e 19 anteprime europee, tra cui la già citata “The Berlin File”.

Ribbon cutting for the 15th edition of the Far East Film Festival, the much-anticipated film event dedicated to the East.

The purpose of the event, proudly hosted by the province of Friuli and now considered European showcase of excellence for the filmography Asian popular, is to satisfy the curiosity of fans and encourage even the less loyal users or experts to watching films that are rarely distributed in the traditional salt Italian film.

The festival will decide the winner of one of the fifty films and six short films produced by ten different countries: from Hong Kong to China from Thailand to Malaysia, from Indonesia to the Philippines and Japan (the latter are the masters, appearing in competition with the largest number of titles).

Opening the festival, after the inauguration of South Korean production with the short film “The Jury” will be the European premiere of the film “The Berlin File”, once again South Korean, and the comedy “It’s Me, It’s Me” premiere worldwide license plate Japan.

“The Berlin File”, set in Berlin in the Cold War atmosphere, it is the story of a North Korean special agent which has been entrusted with the responsibility to negotiate an agreement on arms with Arab terrorist organization.

Of a different kind, however, “It’s Me, It’s Me”, a surreal story of a victim committed Asian forced to deal with clones of himself more and more numerous and different personalities, that after the first initial benefits will eventually creargli not a few management problems.

This and more at the Far East Film Festival in Udine, enriched by three world premieres this year (besides “It’s Me, It’s Me” also “Maruyama, The Middle Schooler” and “Angel Home,” both – like the first – Japanese production), 13 international premieres and 19 European premieres, including the aforementioned “The Berlin File”.

LA REGINA D’AFRICA- GIUSEPPE ZANOTTI SS13

ImageLa bellezza femminile e l’origine della vita. La collezione donna SS13 racconta l’Africa.

La sua energia, i simboli, i colori. Le ispirazioni sono tante. Sicuramente c’è la musica nera, quella dei primi gruppi funky che esaltano  le atmosfere afro. Poi i monili, gli anelli  in particolare, che si trasformano in preziose cavigliere.

 Ma anche elementi primordiali come “le fiamme”, out of proportions sui sandali Firewings.

Disegni lineari distinguono lo stivale che avvolge la gamba con sottili decori in metallo. Tribali, ecco le megafrange, una danza fluida e leggera che evoca le immagini di Veruschka by Franco Rubartelli. Lo stile è forte, attenuato da materiali come il suede. I pellami sono ruvidi, opachi, come le stampe di elefante e di struzzo…

Solo una citazione per il leopardo, affinata dal metallo dorato e baciata da un segno di gloss rosso Ral 3000. Le tinte dettano l’armonia. Calde e naturali.

La luce di un tramonto nel Serengeti o il ruggine della terra bruciata dal sole. E sfumature di oro per una Regina d’Africa etno-glam.

 

The SS13 collection is all about Africa: its energy, its symbols, and its colors.

There’s music for one, and the soulful sounds of the early funk groups celebrating African influences and culture. The accessories: rings in particular, are used to fabricate exquisite anklets or even more primordial influences, which are reflected in the disproportionate flames on the fire-wing sandals.

There’s also a new boot, with fine metal detailing winding around the leg. The mega fringes have a tribal feel, like a light, sinuous dance evoking images of Veruschka by Franco Rubartelli.

The powerful style is softened by materials like suede. The leathers are rough and matte, like the elephant and ostrich prints.

Leopard skin makes just one fleeting appearance, complemented by gold metal and lip-smacking red gloss. Warm, natural shades instill a feeling of harmony, from the light of a Serengeti sunset and the rusty hues of sun-scorched earth to hints of gold for an ethno-glam African Queen.

BRAND UNIQUE

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Grazie ad una profonda conoscenza del Cashmere più pregiato, BRAND UNIQUE interpreta l’abbigliamento casual con una elegante competenza.

Una collezione funzionale, creata con una mentalità basata su uno stile di vita pratica e dinamica, BRAND UNIQUE è l’epitema di un lusso che risiede nella qualità dei tessuti e dei processi di produzione.

L’abbiamo conosciuta grazie alla sua irriverente collezione Fall/Winter con capi rigorosamente fatti amorevolmente a mano in Italia.

Giovane e profondamente ricercata la nuova collezione Spring/Summer 2013 dove la qualità dei tessuti incontra un fiume di Swarovski che vanno a formare forme divertenti.

 

With an in depth knowledge of the finest Cashmere, UNIQUE BRAND interprets the casual wear with an elegant competence.

A useful collection, created with a mentality based on a practical and dynamic lifestyle, UNIQUE BRAND epitema is a luxury that lies in the quality of fabrics and manufacturing processes.

We met thanks to its irreverent collection Fall / Winter with leaders all made lovingly by hand in Italy.

Young and deeply researched the new collection Spring / Summer 2013 where the quality of the fabrics meets a river of Swarovski which go to make fun shapes.

LADY D

 

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Uno dei termini più abusati nella moda è senza dubbio quello di “icona”. Basta che un’attrice indovini un vestito sul red carpet, o che una socialite sia fotografata con la borsa del momento, ed ecco che la parola fa la sua apparizione. Naturale che con gli anni sia stata svuotata di qualunque significato, diventando persino irritante. Ci sono però delle eccezioni: donne dalla personalità talmente forte, che hanno avuto un impatto sull’immaginario comune così potente da meritarsi l’appellativo senza ombra d’ironia.

Diana Spencer, per tutti Lady D, ne è l’esempio più calzante. È stata capace d’incarnare tutti gli ideali di donna, di crescere e maturare davanti agli occhi del mondo trasformandosi in un simbolo positivo come mai se ne erano visti, di creare un nuovo legame tra il popolo inglese e quella Famiglia Reale che tanto la bistrattava.

Consapevole del suo ascendente, al titolo di Altezza Reale dichiarava di preferire di gran lunga quello di “regina nei cuori della gente”, usando se stessa come un mezzo per aiutare gli altri e portando l’attenzione dei mass media su drammi sino ad allora ignorati.

E poi c’è il suo lato più glamour, la Diana icona dello stile, anche quella una parte essenziale della sua esistenza.

 In pochi anni si è trasformata dalla timida principessa che quasi scompariva nel gigantesco vestito da sposa in donna dall’eleganza moderna e impeccabile: i capelli si sono accorciati, le linee degli abiti si sono fatte sempre più asciutte, hanno cominciato a fare la loro comparsa i brand più importanti. Diventa amica e musa “in pectore” di Gianni Versace, viene ritratta da Mario Testino (autore, anni dopo, del primo ritratto ufficiale del figlio William con la futura sposa Kate), lancia mode e tendenze. Il pubblico ne studia avido ogni mossa, cerca di imitarne lo stile: le camicie maschili, i jeans che si fermano sopra la caviglia, le tinte pastello. Una delle borse che usava più  spesso era una grande tote-bag di pelle di Tod’s; la portava con sé ovunque, dalla visita di stato in Pakistan agli allenamenti in palestra.

La borsa viene ribattezzata “Lady D Bag”, e rimane ancora oggi – riveduta in linee e dettagli – uno dei modelli di maggior successo del marchio.

 

One of the most misused terms in fashion is undoubtedly to “icon”. Just actress guess a dress on the red carpet, or a socialite is photographed with the bag of the moment, and behold, the word makes an appearance. Natural that over the years has been emptied of any meaning, becoming even irritating. There are exceptions, however: women’s personality so strong, that have had an impact on the imaginary town so powerful that it is known without a shadow of irony.

Diana Spencer, Princess Diana for all, is the best example. She was able to embody all the ideals of a woman, to grow and mature before the eyes of the world turned into a positive symbol as if they had never seen, to create a new relationship between the people of England and the Royal Family who so mistreated .

Aware of his ascending to the title of Royal Highness declared much preferred to “queen in the hearts of the people”, using herself as a means to help others and bringing the attention of the mass media on dramas hitherto ignored .

And then there’s her glamorous side, the Diana style icon, even that an essential part of its existence.

 In a few years it has been transformed from shy princess who almost disappeared in the gigantic wedding dress woman in modern elegance and impeccable hair are shortened, the lines of the clothes have become more and more dry, they began to make their appearance most important brands. Become a friend and muse “in petto” by Gianni Versace, is portrayed by Mario Testino (who, years later, the first official portrait of his son William with his bride Kate), launches fashions and trends. The public study greedy every move, trying to imitate his style: the men’s shirts, jeans that stop above the ankle, the pastel shades. One of the bags he used most often was a large tote-bag leather Tod’s, take her with him everywhere, from a state visit to Pakistan for training in the gym.

The bag was renamed “D Bag Lady”, and still remains today – revised lines and details – one of the most successful models of the brand.

FUORISALONE 2013

 

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Anche quest’anno il Fuorisalone si è concluso tra eventi, feste, presentazioni di novità e linee guida per il design internazionale nelle sue mode e tendenze.

Un’edizione, quella del 2013 che forse ha perso un po’ della sua lucentezza, presentando poche innovazioni, ma consolidando e perfezionando le inclinazioni già presentate negli anni passati. 

 Girando i vari distretti impossibile non notare il legno come protagonista assoluto. In tutte le sue vesti e i suoi possibili utilizzi, declinato in diverse lingue del mondo esposte nel giro di qualche via milanese, e il recycling design, il cui obiettivo è un arredamento a basso impatto ambientale.

A Brera, tra consolidati showroom come quelli di Foscarini, Moroso, Calligaris, Magis, respiro nuovo si poteva trovare nello spazio targato Designjunction, allestito nell’ex-cinema, oggi diventato lo spazio polifunzionale La Pelota.

Qui, in uno show curato nei minimi dettagli, convivevano insieme diversi brand internazionali. Tra i più attuali, lo scandinavo Nevvvorks e i suoi complementi d’arredo minimalisti ed essenziali, gli inglese Channels, con la presentazione di Finnieston, tavolino a tre piedi richiudibile, rigorosamente in legno,  o Ercol, con divani, tavolini, ma, soprattutto, con le sedute in legno che hanno reso famoso il marchio.

Altro punto di riferimento per gli amanti del riciclo, il piccolo store Un1co, dove nell’esposizione al suo interno gli oggetti vivono una seconda vita, come i cestelli della lavatrice trasformati in contenitori e pouf di Riciclabò e il ferro da stiro diventato lampada originale di Nunzio Sgobio.

Spostandosi poi in Zona Tortona, il giro del mondo in oggetti di design diventa ancora più serrato, così, nell’arco di qualche padiglione e qualche via, si trovano tracciate le nuove declinazioni dell’arredo internazionale. Protagonisti sono le ceramiche colorate e i complementi originali di Eggarat Wongcharit, con la collezione dal titolo Thai-a-spice.

Imperdibile il padiglione svedese, dove le linee pulite e funzionali trionfano tra sedute, buffet e scrivanie di incredibile raffinatezza. Di punta anche il design polacco con il marchio Element, tributo all’artigianato croato e al suo legno di quercia.

Nota particolare per i tre design del brand Pinwu, Zhang Lei, Christoph John e Jovana Bogdanovic, che al salone, hanno portato le sedute in carta di bamboo Tiè, leggere e colorate, insieme ai tavolini da caffè , disponibili in tre diverse altezze, in legno di faggio e top in porcellana, anch’essa colorata, per oggetti di natura fresca che danno un tocco di Oriente, delicato e primaverile, agli ambienti di cui diventano protagonisti.

This year the Fuorisalone concluded between events, festivals, presentations of new and guidelines for international design in its fashions and trends.

Edition, that of 2013, which may have lost a bit ‘of its luster, presenting few innovations, but by consolidating and perfecting the inclinations already submitted in the past.

 Turning the various districts impossible not to notice the wood as protagonist. In all his clothes and its possible uses, available in various languages ​​of the world exhibited in a few Milanese street, and the recycling design, the objective of which is an eco-friendly furniture.

In the Brera district, between consolidated showroom as those of Foscarini, Moroso, Calligaris, Magis, new breath you could find in space weblog designjunction, housed in the former cinema, now become the multi-purpose space La Pelota.

Here, in a show attention to detail, coexisted with several international brands. Among the most current, the Scandinavian Nevvvorks and its furnishings minimalist and essential, English Channels, with the presentation of Finnieston, three-legged folding table, made from wood, or Ercol, with sofas, coffee tables, but, above all, with wooden chairs that have made the brand famous.

Another point of reference for lovers of recycling, the small store Un1co, where exposition inside objects live a second life, such as washing machine baskets and containers transformed into ottomans RICICLABO and the iron became Lamp original Nunzio Sgobio.

Moving then in Zona Tortona, around the world into objects of design becomes even closer, so, within a few pavilion and some way, are plotted new variations of furniture internationally. The protagonists are the colorful ceramics and complements the original Eggarat Wongcharit, with the collection titled Thai-a-spice.

Do not miss the Swedish pavilion, where clean lines and functional triumph between sessions, buffet and desks of incredible sophistication. Also tipped the Polish design with the brand Element, a tribute to craftsmanship and his Croatian oak.

Note especially the three brand design Pinwu, Zhang Lei, Christoph John and Jovana Bogdanovic, who at the salon, led the sessions paper bamboo Tiè, read and colorful, along with coffee tables Lu, available in three different heights, beech wood and porcelain top, also colored, for objects of nature that give a fresh touch of the Orient, delicate and spring environments where they become protagonists.

PRADA CANDY L’EAU MOVIE

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Il video di Prada Candy L’Eau firmati dai registi Wes Anderson e Roman Coppola. Per un mix di Nouvelle Vague e ironia. Questo è quello che accade sul set del teaser di Candy.

 

Quando Jules e Jim uscì nelle sale, non erano ancora nati. Il calendario segnava infatti il 1962, rispettivamente tre e sette anni prima che Roman Coppola e Wes Anderson vedessero la luce. Di François Truffaut e del ménage à trois più famoso del cinema ne avrebbero sentito parlare solo a posteriori, quando laNouvelle Vague sarebbe diventata un fenomeno più da studiare che da vivere.

  

Eppure. Eppure, vuoi per eredità genetica, vuoi per affinità estetica, la “nuova onda” francese ancora oggi se ne sta lì, a far da stella polare all’intero universo regia.

 

 Per disegnare i contorni di Candy, donna/icona di riferimento per la nuova fragranza di Prada, Anderson e Coppola si sono infatti ispirati a Jules e Jim, al loro rapporto triangolare fra amicizia e amore (non a caso i due protagonisti si chiamano Julius e Gene).

  

Il tutto vaporizzato qua e là di ironia che accompagna i personaggi in una Parigi onirica e zuccherata, a cavallo della Rive GaucheNon ci sono regole, solo joie de vivre e leggerezza. Tutto è un gioco, un enigma, come la personalità di Candy che, con le sue sfaccettature, richiama le note del profumo che le dà il nome.

 

 Agrumi, fiori e caramello per un bouquet olfattivo trasversale capace di conquistare i Julius, come i Gene. Una bella comodità non c’è che dire. Anche se… Anche se due uomini sono al contempo una tale fatica. Tant’è.

E visto che alla domanda “come andrà a finire?” la risposta è ancora “to be continued”, bisognerà dotarsi di un po’ di pazienza. Che, si sa, anche in amore è la dote fondamentale. 

 

The video of Prada Candy Eau signed by the directors Wes Anderson and Roman Coppola. For a mix of Nouvelle Vague and irony. This is what happens on the set of teaser Candy.

 

When Jules and Jim came out in theaters, were not yet born. The calendar marked in fact 1962, respectively three to seven years before Roman Coppola and Wes Anderson saw the light. François Truffaut and ménage à trois most famous film he would have heard only in retrospect, when laNouvelle Vague would become a phenomenon to be studied more than a living.

  

Yet. Yet, you want to genetic inheritance, either for aesthetic affinity, the “new wave” French still standing there, to make the whole universe as a guiding star directing.

 

  To draw the outline of Candy, woman / reference icon for the new fragrance from Prada, Anderson and Coppola have in fact inspired by Jules and Jim, their triangular relationship between friendship and love (in fact the two main characters are named Julius and gene).

  

The vaporized everything here and there of irony that accompanies the characters in a dream-like Paris and sweetened, riding the Left Bank. There are no rules, only lightness and joie de vivre. Everything is a game, a puzzle, such as the personality of that Candy, with its facets, recalls the notes of the scent that gives it its name.

 

  Citrus fruit, caramel and flowers for a bouquet that will win the olfactory cross Julius, such as Gene. A nice convenience no doubt about it. Although … Although two men at the same time such an effort. So be it.

And since the question “how will it end?” The answer is still “to be continued”, we must adopt a little ‘patience. That, you know, even in love is the fundamental dowry.

ANZIANO E TRENDY: JEANS

 

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I jeans compiono 140 anni, è nel 1873 infatti che la figura ormai mitica di Levi Strauss deposita il brevetto destinato a portargli fama e fortuna. Da allora la popolarità dei jeans  è stata in costante aumento, riscuotendo successo ai quattro angoli del globo grazie anche alla capacità di rinnovarsi del marchio. Ecco perchè è così strano pensare che i jeans abbiano 140 anni, perchè mantengono intatta la freschezza di un capo che riesce sempre a rimanere attuale.

Ecco i 10 motivi per i quali hanno fatto dei jeans un must:

COMODITA’ – Nessun pantalone è comodo quanto un paio di vecchi jeans! Per gite e scampagnate o per i giorni in cui non abbiamo proprio voglia di sentirci costrette in un outfit troppo elegante…ecco i jeans!

SEXY – I jeans sono anche capaci di esaltare le nostre curve, mettendo in risalto il lato B e dandoci una linea sexy

TENDENZA – Malgrado i 140 anni sulle spalle, i jeans sono ancora capaci di rinnovarsi e di essere trendy, basta pensare al successo che ha conosciuto il modello skinny negli ultimissimi anni

GLAMOUR – Jeans non è solo comodo, ma è anche glamour: abbinati con un top giusto vanno bene anche per le serate più cool

DIVE – I jeans hanno conquistato le dive di tutti i tempi, da Farrah Fawcett a Kate Moss assurgendo allo status di capo must have

SEX SYMBOL – Non solo, i jeans sono i pantaloni dei sex symbol per eccellenza, basta pensare al mitico James Dean

CLASSICI – Amiamo i jeans anche per un altro fondamentale motivo: sono un classico senza tempo e per questo vanno sempre bene!

TRASGRESSIONE – Eppure l’essere diventati un classico non ha tolto ai jeans la loro aura trasgressiva e ancora oggi sono simbolo di ribellione

PARITA’ – E’ uno dei capi che ha accorciato le distanze fra uomini e donne: tutti possono indossarlo!

LIBERTA’ – Indossare un paio di jeans è sinonimo di sentirsi libere, sicure e…uniche!

 

The jeans accomplished 140 years, is in fact in 1873 that the now legendary figure of Levi Strauss filed a patent intended to bring him fame and fortune. Since then, the popularity of jeans has been steadily increasing, enjoying success in the four corners of the globe thanks to the ability to renew the brand. That’s why it’s so strange to think that jeans have 140 years because they maintain intact the freshness of a leader who always manages to stay current.

Here are 10 reasons why they made jeans a must:

COMFORT ‘- No pants is as comfortable as an old pair of jeans! For trips and outings or for the days when we did not really want to feel forced into a stylish outfit too … here are the jeans!

SEXY – The jeans are also able to enhance our curves, highlighting the B side and giving us a sexy line

TREND – Despite the 140 years behind him, jeans are still able to renew itself and to be trendy, just think of the success which has experienced the skinny model in the last few years

GLAMOUR – Jeans is not only convenient, but also glamorous paired with a top right are also fine for cool evenings

DIVE – The jeans have conquered the divas of all time, from Farrah Fawcett to Kate Moss assurgendo to the status of the head must have

SEX SYMBOL – Not only are the jeans pants sex symbol par excellence, just think of the legendary James Dean

CLASSIC – We love the jeans for a more fundamental reason: they are a timeless classic and this are always good!

BREACH – Yet they have become a classic did not take off the jeans their aura transgressive and even today are a symbol of rebellion

EQUALITY ‘- And’ one of the leaders who has closed the gap between men and women all can wear it!

FREEDOM ‘- Wear a pair of jeans is synonymous to feel free, safe and unique …!