EMANUEL UNGARO made in FAUSTO PUGLISI

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Spirito del tempo e velocità di pensiero. La donna Ungaro rinasce tra le mani di Fausto Puglisi. E si sposta anima e corpo dalla Parigi mode-intello, quell’ambiente misto di aristocrazia, intellettuali di penna e di spettacolo che Emanuel Ungaro ha trovato al suo debutto nella moda, nella Los Angeles frizzante delle nuove espressioni di oggi. E lo fa con quella sicurezza intrepida che può avere solo una parigina a L.A.

Prima di mandare in passerella la collezione del suo debutto come direttore creativo di Ungaro, Fausto Puglisi ha le idee chiare. Con un approccio semplice che tradisce una giustificata (e graziosa) emozione, racconta che all’indomani della sua nomina non ha provato timore, piuttosto ha subito pensato alla sua maniera di porsi nei confronti di un marchio che ha scritto molti capitoli della storia della moda francese (e della moda tout court). E il suo approccio l’ha trovato nella semplicità con cui la moda di Ungaro ha sempre stabilito un rapporto di confidenza della moda con il corpo della donna.

Detto fatto, anche perché è poi lo stesso metodo che Puglisi mette nella sua moda.Qui si è trattato di andare a rivalutare le ossessioni e le passioni di Ungaro, che nei vestiti si evidenziavano nelle spalle, nei polsi e nelle tasche.

Elementi tutti presenti nella collezione autunno/inverno 2013-14 disegnata da Puglisi ma in una nuova accezione cinematografia e veloce, «alla Brian De Palma», dice Puglisi. Che per questo mescola maschile e femminile, proprio come aveva per primo suggerito Ungaro, con molta spregiudicatezza che fa spirito del tempo, unendo maculati e gessati su un paio di pantaloni o mettendo un paio di pantaloni gessati sotto una giacca a pois. Una giacca che nasce dal famoso modello indossato da Anouk Aimée, musa e compagna del fondatore, ma che poi prende quella strada sfavillante del ritmo hollywoodiano e cambia il suo aspetto e il suo significato.

«Spesso dove c’è qualcosa che sembra sbagliato nasce un modo giusto», dice Puglisi riferendosi al suo mettere insieme tessuti così diversi e colori così contrastanti. Ma non sembra ci sia nulla di sbagliato nel far rivivere il classico, soprattutto quando un abito che sembra classico accetta di trasferire su di sé tutta la velocità dell’oggi.

Un bel debutto quello di Puglisi da Ungaro. Anche perché è il primo passo di un evidente e dichiarato work in progress.

Time spirit and fastness of thought: the Ungaro’s woman returns to life by the hands of Fausto Puglisi. She moves away, body and mind, from the mixed environment typical of Paris, made of people from the fashion world, aristocrats and intellectuals from the press and the show business, which Emanuel Ungaro found at his debut in the fashion business, and moves to the sparkling Los Angeles that nurtures the new expressions of today. She does that with the fearless determination that only a Parisienne in LA could possess.

Before sending out his debut collection as the creative director of Ungaro, Fausto Puglisi has very clear ideas. With a simple approach that betrays a justified (and amusing) emotion, he explains that, the day after his nomination, he felt no fear. On the contrary, he immediately thought about how he could relate to a brand that has written many chapters of the history of French fashion (and of fashion tout court). He found his approach in the simplicity with which Ungaro’s fashion has always established a relationship of confidence with the female body.

No sooner said that done, especially because it is the same method that Puglisi applies to his fashion. Here, it consisted in revaluing the obsessions and passions of Ungaro, which were made manifest in the shoulders, cuffs and pockets of his clothes.

All these elements are present in the Fall-Winter 2013-14 collection designed by Puglisi, but bearing a new movie-related and fast meaning, «in the style of Brian De Palma» says Puglisi. For this reason, he mixes masculine and feminine, like Ungaro had suggested first, with much open-mindedness making the spirit of the time, combining spotted and pin-pointed textiles with a pair of trousers or putting striped trousers under a polka-dotted jacket. This jacket comes out of a famous model worn by Anouk Aimée, the muse and partner of the founder, which later took the shining path of the Hollywood rhythm changing its look and meaning.

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