PAULA CADEMARDORI: FALL WINTER 2013-2014

 

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Per il prossimo Autunno/Inverno, Paula Cademartori si ispira all’eleganza delle forme Déco degli anni ’20 e ’30.
La palette cromatica oscilla tra i toni classici del posh black, Rockefeller grey e blu notte alle nuance naturali come il tobacco, il ballet rose e il Bauhaus mustard, fino all’infusione di tocchi vividi e coinvolgenti di Poiret orange, verde bistrot e cherry.
La speciale combinazione delle tonalità e dei materiali rimane, accanto alla fibbia in nickel, la cifra distintiva della designer italo-brasiliana.

Così sul vitello pregiato e sul camoscio si raffigurano patchwork multicolor di rombi scultorei e raffinati ricami di ramage floreali, come petali che ricordano le danzatrici del balletto russo, applicati anche sulle nappe laminate.
Uniche inoltre le combinazioni tra il vitello e il cavallino, mix multicolor della linea in camoscio dall’effetto metallizzato.
Dagli anni ’30 la collezione vira infine verso un’immagine inaspettatamente avveniristica, pitone effetto flamè oro e argento,  il raso traforato e abbinato al lizard cangiante, profilato da tocchi di vernice fluo.

 

For the upcoming Fall / Winter, Paula Cademartori is inspired by the elegance of the forms Deco of the 20s and 30s.

The color palette ranges from posh classic shades of black, gray and blue night at Rockefeller natural shades such as tobacco, the Bauhaus ballet roses and mustard until the infusion of touches of vivid and engaging Poiret orange, green and cherry bistro.

 

The special combination of colors and materials remains, next to nickel buckle, the distinctive feature of the Italian-Brazilian designer.

So the fine calf and suede patchwork multicolor diamonds will depict sculptures and fine embroidery of floral tendrils, like petals reminiscent of Russian ballet dancers, also applied tassels laminated.

Also unique combinations between the calf and the horse, mix multicolor line suede metallic effect.

From the ’30s to the collection finally turns unexpectedly futuristic image, python flame effect gold and silver, satin pierced and combined with iridescent lizard, profiled by touches of fluorescent paint.

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JIMMY CHOO

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Dal glamour gypsy di inizio anni 70′, ed in particolare dalle  modelle Marisa Berenson e Veruschka, trae ispirazione la collezione primavera estate 2013 di Jimmy Choo.

Una collezione che si caratterizza per l’impiego di pellami pregiati come il pitone sia per le scarpe che per le borse.

Nappine, frange e charms di monete per quell’allure romantico che non passa mai di moda.

Tanto pitone che non solo a stampa floreale, ma soprattutto laminate.

Femminile e glam è la nuova collezione  di Jimmy Choo che come ogni stagione non ci delude mai in fatto di tendenza e innovazione.

Tacco vertiginoso, lacci e stringhe solo la seconda parola d’ordine del brand reso famoso da serie televisive, ma confermata icona grazie al suo stile londinese.

 

From glamorous gypsy of the early 70 ‘, and in particular by the models Marisa Berenson and Veruschka, inspired the collection spring summer 2013 by Jimmy Choo.

This collection is characterized by the use of fine leathers such as python is for the shoes to handbags.

Tassels, fringes and charms of coins to quell’allure romantic that never goes out of fashion.

Python so that not only a floral print, but especially laminate.

Feminine and glam is the new collection of Jimmy Choo as every season it never disappoints in terms of trend and innovation.

High heels, laces and strings only the second watchword of the brand made ​​famous by the television series, but confirmed thanks to its London-style icon.

 

EMANUEL UNGARO made in FAUSTO PUGLISI

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Spirito del tempo e velocità di pensiero. La donna Ungaro rinasce tra le mani di Fausto Puglisi. E si sposta anima e corpo dalla Parigi mode-intello, quell’ambiente misto di aristocrazia, intellettuali di penna e di spettacolo che Emanuel Ungaro ha trovato al suo debutto nella moda, nella Los Angeles frizzante delle nuove espressioni di oggi. E lo fa con quella sicurezza intrepida che può avere solo una parigina a L.A.

Prima di mandare in passerella la collezione del suo debutto come direttore creativo di Ungaro, Fausto Puglisi ha le idee chiare. Con un approccio semplice che tradisce una giustificata (e graziosa) emozione, racconta che all’indomani della sua nomina non ha provato timore, piuttosto ha subito pensato alla sua maniera di porsi nei confronti di un marchio che ha scritto molti capitoli della storia della moda francese (e della moda tout court). E il suo approccio l’ha trovato nella semplicità con cui la moda di Ungaro ha sempre stabilito un rapporto di confidenza della moda con il corpo della donna.

Detto fatto, anche perché è poi lo stesso metodo che Puglisi mette nella sua moda.Qui si è trattato di andare a rivalutare le ossessioni e le passioni di Ungaro, che nei vestiti si evidenziavano nelle spalle, nei polsi e nelle tasche.

Elementi tutti presenti nella collezione autunno/inverno 2013-14 disegnata da Puglisi ma in una nuova accezione cinematografia e veloce, «alla Brian De Palma», dice Puglisi. Che per questo mescola maschile e femminile, proprio come aveva per primo suggerito Ungaro, con molta spregiudicatezza che fa spirito del tempo, unendo maculati e gessati su un paio di pantaloni o mettendo un paio di pantaloni gessati sotto una giacca a pois. Una giacca che nasce dal famoso modello indossato da Anouk Aimée, musa e compagna del fondatore, ma che poi prende quella strada sfavillante del ritmo hollywoodiano e cambia il suo aspetto e il suo significato.

«Spesso dove c’è qualcosa che sembra sbagliato nasce un modo giusto», dice Puglisi riferendosi al suo mettere insieme tessuti così diversi e colori così contrastanti. Ma non sembra ci sia nulla di sbagliato nel far rivivere il classico, soprattutto quando un abito che sembra classico accetta di trasferire su di sé tutta la velocità dell’oggi.

Un bel debutto quello di Puglisi da Ungaro. Anche perché è il primo passo di un evidente e dichiarato work in progress.

Time spirit and fastness of thought: the Ungaro’s woman returns to life by the hands of Fausto Puglisi. She moves away, body and mind, from the mixed environment typical of Paris, made of people from the fashion world, aristocrats and intellectuals from the press and the show business, which Emanuel Ungaro found at his debut in the fashion business, and moves to the sparkling Los Angeles that nurtures the new expressions of today. She does that with the fearless determination that only a Parisienne in LA could possess.

Before sending out his debut collection as the creative director of Ungaro, Fausto Puglisi has very clear ideas. With a simple approach that betrays a justified (and amusing) emotion, he explains that, the day after his nomination, he felt no fear. On the contrary, he immediately thought about how he could relate to a brand that has written many chapters of the history of French fashion (and of fashion tout court). He found his approach in the simplicity with which Ungaro’s fashion has always established a relationship of confidence with the female body.

No sooner said that done, especially because it is the same method that Puglisi applies to his fashion. Here, it consisted in revaluing the obsessions and passions of Ungaro, which were made manifest in the shoulders, cuffs and pockets of his clothes.

All these elements are present in the Fall-Winter 2013-14 collection designed by Puglisi, but bearing a new movie-related and fast meaning, «in the style of Brian De Palma» says Puglisi. For this reason, he mixes masculine and feminine, like Ungaro had suggested first, with much open-mindedness making the spirit of the time, combining spotted and pin-pointed textiles with a pair of trousers or putting striped trousers under a polka-dotted jacket. This jacket comes out of a famous model worn by Anouk Aimée, the muse and partner of the founder, which later took the shining path of the Hollywood rhythm changing its look and meaning.

U AVIU’

 

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Aviu è un brand italiano di maglieria per donna dal look elegante, sofisticato e ricco di contenuti fashion. Il marchio viene prodotto da un’azienda marchigiana di San Costanzo che nel 2003 presenta la prima collezione Aviu, realizzata in materiali pregiati come il cashmere e il lino d’Irlanda, destinata a mercato del lusso.

L’estrema cura dei dettagli e la ricerca stilistica rappresentano il “fil rouge” che unisce la linea classica e “U” di Aviu, che presenta una serie limitata di cardigan e coprispalle in filo di cachemire da portare in eleganti custodie a forma di astuccio per occhiali.

Il guardaroba creato per la donna moderna che ama lo stile elegante, essenziale, ma anche il gusto retrò, si compone di tops, giacche, maglioni, pull, maglie impalpabili ultraleggere e abiti, caratterizzati da righe, patchwork di tessuto, effetti plissé tridimensionali, combinazioni di materiali differenti, inserti in nylon e tracce di metallo.

Questa è la donna indicate da Aviù: giovane, tecnologica ma che non rinuncia all’eleganza.

 

AVIU is an Italian brand of hosiery for women from sleek, sophisticated and rich in content fashion. The brand is manufactured by a company of the Marche San Costanzo who in 2003 presented his first collection AVIU, made of precious materials such as cashmere and linen of Ireland, aimed at the luxury market.

The extreme attention to detail and stylistic research represent the “common thread” that unites the classic line and “U” AVIU, which has a limited range of cardigans and shrugs cashmere yarn to carry stylish cases in the form of case for glasses.

The wardrobe created for the modern woman who loves elegant style, essential, but also the retro style, consists of tops, jackets, sweaters, sweater, sweaters and dresses impalpable lightweight, featuring stripes, patchwork fabric, pleated three-dimensional effects, combinations of different materials, nylon inserts and metal traces.

This is the woman indicated by AVIU: young technology but do not give up elegance.

UNA PIOGGIA DI ABITI

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Era il 1952 e  saltellava e volteggiava sotto la pioggia cantando la celebre canzone “Singing in the rain” nell’omonimo musical.

Un inno alla pioggia, che suona quasi come un confortante appello in questo aprile freddo e piovoso, ormai agli sgoccioli – è proprio il caso di dirlo – che sembra non voler lasciare spazio alla primavera.

E in giornate dove cielo grigio, acqua e nuvole la fanno da padrone, ecco allora semplici suggerimenti per non cedere alla pioggia, almeno nel look.

L’inseparabile trench, classico o nei materiali e colori più vari, resta la scelta più gettonata dalle donne e dalle star di tutti i tempi, a prova di paparazzi anche sotto le peggiori intemperie.

L’ombrello, ovviamente, diventa ormai accessorio di stile a tutti gli effetti da portare anche chiuso per un tocco very British.
Infine borse, scarpe o stivali in gomma, idrorepellenti e resistenti a pozzanghere.

Per illuminare la giornata, osate pure con un pizzico di colore. Vi distinguerete dalla massa e donerete un po’ di allegria a chi vi guarda, soprattutto a voi stesse. Provare per credere!

 

It was 1952 and Gene Kelly hopped and flitted in the rain singing the famous song “Singing in the rain” in the homonymous musical.

An ode to rain, which sounds almost like a comforting appeal in April this cold and rainy, now running – it’s appropriate to say it – that does not seem to leave room for the spring.

And on days where gray sky, water and clouds are the master, then here is simple tips to not give in to the rain, at least in look.

The inseparable trench, classic or materials and a variety of colors, is the outlet of choice by women and star of all time, paparazzi-proof even under the worst weather.

The umbrella, of course, now becomes the style accessory for all purposes to bring even closed for a very British touch.

Finally, bags, shoes or rubber boots, waterproof and resistant to puddles.

To brighten your day, dare even with a hint of color. Will stand out from the crowd and you will be giving a little ‘cheer to all who look upon, especially to yourself. Try it!

JAPANESE STYLE

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Giappone: Terra di affascinante cultura, di uomini rigorosi, donne misteriose, di samurai e di geishe.
Da qui arriva una delle prossime tendenze per la Primavera-Estate 2013.
Dopo il lancio del profumo Signorina di Salvatore Ferragamo a Tokyo lo scorso marzo, si torna a parlare del lato più glamour dello Stato nipponico.
Sulle passerelle l’ispirazione al Paese del Sol Levante è forte.

Tessuti preziosi e ricami ad arte si ritrovano sulle giacche kimono nelle forme e nei colori più svariati, portate insieme agli inconfondibili zoccoli geta, rivisitati dall’occhio occidentale.

Prima fra tutti Miuccia Prada che veste una donna-geisha sicura di tutte le sue debolezze e fragilità, divisa tra testa e cuore, per questo così reale.

Un mood da interpretare con originalità ed eleganza secondo il proprio stile per staccare dal conformismo di tutti i giorni. Un punto d’incontro tra Occidente e Oriente, quel mix tanto desiderato dallo stilista Kenzo Takada, ideatore dell’omonima griffe.

Giapponese di nascita, francese di adozione, Kenzo portò nella moda di tutto il mondo uno stile unico e innovativo volto a celebrare l’unione di culture differenti. Abiti dai grafismi che ricordano la scrittura orientale creati con tutta la cura e l’attenzione della couture francese, ma non solo.

Profumi, come il celebre Flower by Kenzo e il suo papavero, e design contribuirono a fare del marchio una delle più rilevanti espressioni creative del Giappone e del mondo.

 

Japan: Land of fascinating culture, men rigorous, mysterious women, samurai and geisha.

From here comes one of the upcoming trends for Spring-Summer 2013.

After the launch of the perfume Miss Salvatore Ferragamo in Tokyo last March, returns to talk about the glamorous side of the State Japan.

On the catwalks inspiration to the Land of the Rising Sun is strong.

Precious fabrics and embroidery art to be found on the jackets kimono shapes and many different colors, bring together the unmistakable geta clogs, revisited the western eye.

First of all Miuccia Prada who wears a woman-geisha sure all his weaknesses and fragility, torn between head and heart, why so real.

A mood to be interpreted with originality and elegance in their own style to get away from the conformity of everyday life. A meeting point between East and West, that mix so desired by the designer Kenzo Takada, founder of the homonymous brand.

Japanese by birth, French by adoption, Kenzo brought in fashion worldwide with a unique and innovative style designed to celebrate the union of different cultures. Dresses by graphic elements reminiscent of oriental writing created with all the care and attention of French couture, but not only.

Perfumes, such as the famous Flower by Kenzo and his poppy, and design helped to make the brand one of the most important creative expressions of Japan and the world.

DRIES VAN NOTEN SS13

ImageChe strano destino hanno, a volte, le parole. Grammaticalmente appartengono a un genere ma definiscono una cosa che definisce il genere opposto. Metti la giacca, che in francese si dice la veste, per esempio. È una parola femminile che definisce l’abbigliamento maschile, anzi ne rappresenta il capo per eccellenza. E poi prendi il fiore. La parola è maschile ma rappresenta la gentilezza d’animo femminile. Il fiore ha poi una doppia funzione. Provate a mettere un mazzo di fiori in una stanza spoglia e bianca: fa subito décoration, e la stanza sembra immediatamente arredata.

Deve aver pensato a questo, forse, chi lo sa, Dries Van Noten mentre progettava la sua collezione primavera-estate 2013 che parte dalla declinazione del l’eterno sogno della moda, quello del maschile/femminile e, attraverso l’uso dei fiori, si trasforma in una Grunge Couture molto in stile con questo secondo decennio del Duemila.

Quindi, il maschile. Per Van Noten sono tessuti e forme. Il principe di Galles, innanzitutto, e poi tutti i quadrettati, fino al madras. Con questi ci fa giacche, camicie, pantaloni e gonne legate come sarong (che poi il sarong è un altro indumento maschile) e su quegli indumenti maschili sovrappone applicazioni di fiori tridimensionali, di tessuti pesanti e di seta. Passando alle forme, ecco le giacche che si arricchiscono di fiori, applicati o incrostati, sempre in 3D, e ricamati. O stampati, come sugli abiti aerei, lunghi e larghissimi, che sono una estensione della camicia maschile. Altro indumento maschile che quando conserva la forma si ingentilisce con tessuti di voile e diventa trasparente e spesso vive se stessa come se fosse una giacca. Rimandi di andate e ritorni, tra forme e significati, che questa volta riguardano i fiori. Nella loro speciale funzione, hanno anche il vantaggio di complicare la semplicità. 

Ed eccoli formare, applicati e quasi cascanti, il davanti di gonne semplici di jersey, le baschine di giacche couture, le cinture dei pantaloni. O ricamare le vestaglie e le giacche da camera maschili con i regolamentari revers di raso che si accompagnano alle gonne stampate, che a volte preferiscono maglioni oversize maschili con scolli a V, Immagini, forme, tessuti, volumi, ricami, applicazioni, incrostazioni. Tutti tenuti insieme da una lavorazione tipica della couture e da una volontà di mischiare, scambiare, assemblare che fa molto grunge. Uno stile degli anni Novanta del secolo scorso che ritorna a far parlare di sé nella forma nobilitata dell’alta sartoria.

 

What a strange fate have, at times, the words. Grammatically belong to a genre defining but one thing that defines the opposite gender. Put the jacket, which in French we say the garment, for example. It is a feminine word that defines men’s clothing, but rather is the leader par excellence. And then take the flower. The word is masculine but it represents the feminine gentleness of spirit. Then the flower has a double function. Try putting a bunch of flowers in a bare room and white: décoration ago now, and the room seems furnished immediately.

He must have thought that, maybe, who knows, Dries Van Noten and was planning his spring-summer 2013 which starts from the declination of the eternal dream of fashion, that of the male / female, and through the use of flowers, Grunge Couture turns into a very in style with this second decade of the millennium.

 

Then, the male. For Van Noten are fabrics and shapes. The Prince of Wales, first, and then all squared up to madras. With these makes us jackets, shirts, trousers and skirts sarong tied as (later the sarong is another male garment) and men’s garments superimposed on those applications of three-dimensional flowers, heavy fabrics and silk. Moving on to the forms, here are the jackets that are enriched with flowers, applied or encrusted, always in 3D, and embroidered. Or printed with the garments aircraft, long and baggy, which are an extension of his shirt male. Other male garment that when it preserves the form softens fabrics from voile and becomes transparent and often lives itself as if it were a jacket. References to go and return, between forms and meanings, this time concerning the flowers. In their special function, they also complicate the advantage of simplicity.

And here they are formed, implemented and almost sagging, the front of the jersey simple skirts, basques of the couture jackets, belts pants. Or embroider robes and smoking jackets men with satin lapels regulations which accompany printed skirts, which sometimes prefer men with oversized sweaters V-necks, Pictures, shapes, fabrics, books, embroidery, applications, fouling. All held together by a typical processing of couture and a willingness to mix, exchange, assemble it does very grunge. A style of the nineties of the last century who returns to be talked about in the form of haute couture ennobled.

ACCONCIATURE E TAGLI SS13

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Lo diceva Coco Chanel: “Una donna che si taglia i capelli è una donna che sta per cambiare vita”. D’altronde, trasformare il proprio look significa dare una nuova percezione di sé. È uno statement, un modo per suggerire che: “Be’, miei cari, something has changed”. 

Ok ok, magari le motivazioni che ci spingono non sono sempre così drastiche. A volte – senza per questo smentire Madame Coco, ci mancherebbe – lo spirito con cui ci si rivolge al proprio hair stylist è ben più leggero è divertito. “Ma perché no?” si pensa. E poi ancora: “Comunque i capelli ricrescono”. 

Tant’è. Siano i motivi profondi o superficiali non importa. L’anno sta per cambiare e vale la pena pensare anche a un nuovo look. O quantomeno trarre qualche ispirazione. Qui vi suggeriamo sei fra gli hair cut proposti da Toni&Guy nella nuova collezione Artelier. Ce li spiega l’Art Director della Toni&Guy Academy Fabrizio Palmieri. Prendete nota.

THE NOVA: “Il mood di questo taglio è gothic chic, con frangia lungae capelli sfilati che sfiorano le spalle”. 
CELEBS INSPIRED: come Kate Moss, anche la sua delfina Alexa Chung, porta da anni questo hair cut in una versione più soft cioè con lafrangia leggermente più corta.

THE BRODIE: “Grazie alla speciale tecnica di taglio (nello specifico si chiama sconnesso, ndr), si può portare sia da un lato sia sull’altro, a piacere. A renderlo insolito sono le sfumature azzurre sulle lunghezze che incorniciano il viso”. 
CELEBS INSPIRED: mentre Katy Perry ha osato con un bob lungo total blue, Milla Jovovich preferisce il suo colore naturale, ma con un tocco audace: la rasatura laterale.

THE KRYSTAL: “In una parola, spettinato. Con ciocche che sfiorano la fronte in una frangia scomposta”.
CELEBS INSPIRED: la cantante Miley Cyrus ha dato un taglio al look da american sweet heart con un hair do cortissimo dove tutte le ciocche sono portate in avanti. In versione più gamin, il taglio di Rihanna. 

THE TYRIAN: “La caratteristica di questo hair cut, oltre al color porpora applicato su nuca e punte, è la frangia bombata che apre lo sguardo”.
CELEBS INSPIRED: perfetta la frangia di Rooney Mara. Da copiare anche la pony tail tiratissima e sofisticata. 

THE PRISMA: “Un vero e proprio mix fra anni ’20 e ’60, è il taglio ideale per chi vuole (finalmente!) dare ai ricci una forma bellissima e audace”. 
CELEBS INSPIRED: la sua versione più soft e rétro è quella proposta da Marion Cotillard durante l’uscita del film di Woody Allen,Midnight in Paris. 

THE VERVE: “I punti chiave: frangia-ciuffo extra long e capelli scalati in più altezze. Wild on, insomma”
CELEBS INSPIRED: oltre alle rock star degli anni ’70 e ’80, quando di guarda questo hair cut si pensa alla cantante Ke$ha.

 

 

The Coco Chanel said: “A woman who cuts her hair is a woman who is going to change lives.” On the other hand, to transform your look is to give a new sense of self. It’s a statement, a way to suggest that: ‘Well’, my dear, something has changed “.

Ok ok, maybe the motivations that drive us are not always so drastic. Sometimes – without denying Madame Coco, God forbid – the spirit with which one turns your hair stylist is much lighter is amused. “But why not?” You think. And then: “But the hair grows back.”

So be it. The reasons are deep or superficial does not matter. The year is about to change and it’s worth even think about a new look. Or at least draw some inspiration. Here we suggest six of the hair cut proposed by Toni & Guy in the new Artelier collection. We will explain the Art Director of the Toni & Guy Academy Fabrizio Palmieri. Take note.

THE NOVA: “The mood of this cut is gothic chic, with fringe hair marched lungae that touch your shoulders.”

CELEBS INSPIRED: like Kate Moss, Alexa Chung also his dolphin, brings many years this hair cut in a softer version that is slightly shorter with lafrangia.

THE BRODIE: “Thanks to the special cutting technique (specifically called disconnected, ed), you can carry it from one side or the other, to taste. What makes it unusual are the shades of blue on the lengths that frame the face. “

INSPIRED CELEBS: Katy Perry and dared with a long bob total blue, Milla Jovovich prefers its natural color, but with a touch daring shaving side.

THE KRYSTAL: “In a word, disheveled. With strands that touch the forehead in a fringe decomposed. “

CELEBS INSPIRED: singer Miley Cyrus gave a cut to look daamerican sweet heart with a very short hairdo where all the strands are brought forward. In version gamin, cutting Rihanna.

THE Tyrian: “The characteristic of this hair cut, in addition to purple applied on neck and toes, is the fringe rounded opening his eyes.”

INSPIRED CELEBS: Rooney Mara perfect fringe. To copy even the pony tail tiratissima and sophisticated.

THE PRISM: “A real mix between the ’20s and ’60s, is the ideal cut for those who want to (finally!) give curls a beautiful shape and daring.”

CELEBS INSPIRED: its softer version and retro is that proposed by Marion Cotillard during the release of Woody Allen’s Midnight in Paris.

THE VERVE: “The key points: fringe tuft extra-long hair and scaled more heights. Wild on, in short “

CELEBS INSPIRED: in addition to the rock star of the 70s and 80s, when a look at this hair cut you think of the singer Ke$ha.