SOPHIA WEBSTER: DA TIM BURTON A TOPSHOP

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Audaci, ironiche e coloratissime, le scarpe di Sophia Webster sono il nuovo oggetto del desiderio delle fashioniste.

La designer inglese, dopo aver lavorato come assistente di Nicholas Kirkwood, da questa stagione primavera/estate 2013 ci ha stupite lanciando la sua prima linea di calzature per la stagione estiva conquistando in questo modo l’attenzione di importanti colossi del lusso come Colette e Net-à-Porter.

Il risultato è una collezione fresca e giocosa in cui stampe e disegni dall’effetto caleidoscopico incontrano dettagli ispirati al mondo di Tim Burton.  Continue reading

GLI AMERICANI CONQUISTANO LA MODA UOMO DI MILANO

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La collezione primavera estate 2014 di Marc Jacobs esamina il mood americano, partendo dall’abbigliamento da lavoro del periodo del Dust Bowl (dal 1930) e dalla ricchezza e la giocosità di un giovane Elvis Presley, combinando il tutto con radici classiche.

Predominano i Continue reading

EMMA WATSON STYLE

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La maggior parte di voi la ricorderà nei panni di Hermione Granger accanto all’inseparabile compagno di avventure (e di magie) Harry.

Era il 2001 ed Emma Watson entrava di diritto nel firmamento delle giovani star del cinema grazie al cult per teenagers “Harry Potter”, trasposizione sul grande schermo dell’omonima serie di romanzi della scrittrice britannica J. K. Rowling.

Come il suo partner cinematografico Daniel Radcliffe, la carriera di Emma è cresciuta esponenzialmente negli anni, andando ben oltre il ruolo di streghetta che l’aveva lanciata non ancora adolescente.

Ha acquistato crescendo grande sex appeal con un rinnovo di look letteralmente strong.

Dopo aver preso parte a tutti i sette episodi della saga e a produzioni del calibro di “My Week with Marilyn” e “The Perks of Being a Wallflower”, la Watson è attualmente sotto i riflettori grazie all’attesissimo film di Sofia Coppola da poco presentato a Cannes – “The Bling Ring” – del quale è la protagonista indiscussa insieme ad un altrettanto variegata gang di coetanei, e per il quale ha dovuto mettere da parte il suo accento (e la sua attitudine) british per trasformarsi in una vera California girl.

Staremo a vedere quale altra magia riuscirà a compiere la nostra Emma in futuro.

 

Most of you will remember in the role of Hermione Granger alongside the inseparable companion of adventures (and magic) Harry.

It was 2001 and Emma Watson came in right in the firmament of the young movie star thanks to the cult for teenagers “Harry Potter,” transposed to the big screen of the series of novels of the British writer J. K. Rowling.

He bought large growing sex appeal with a renewal of literally look strong.

Like his film partner Daniel Radcliffe, Emma’s career has grown exponentially over the years, going well beyond the role of the witch who had not yet launched teenager.

After taking part in all seven episodes of the series and productions such as “My Week with Marilyn” and “The Perks of Being a Wallflower”, Watson is currently in the spotlight thanks to the highly anticipated film by Sofia Coppola recently presented Cannes – “The Bling Ring” – which is the undisputed protagonist along with an equally diverse gang of peers, and for which he had to put aside his accent (and his attitude) british to become a true California girl .

We’ll see what other magic is able to make our Emma in the future.

INDIA: QUEL SAPORE MEDIO-ORIENTALE

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C’è un Paese nell’Asia meridionale dove l’opulenza si scontra con l’estrema povertà, ma il potpourri di colori che invadono le strade sembra colmare le differenze.

Questa è l’India.
Un aroma di spezie dal gusto deciso pervade l’aria, colori vivaci – a cui è dedicata anche una festa nazionale, Holi, che celebra l’inizio dell’estate –, tessuti paisley impalpabili decorati sapientemente  e gioielli opulenti, a volte preziosi.

Un Paese dai toni estremi, ricco di suggestioni che non smette di regalare ispirazioni forti ad artisti e stilisti.

È il caso di Antonio Berardi, Jean Paul Gaultier, Manish Arora, Matthew Williamson e Sergei Grinkoche nelle loro collezioni Primavera-Estate 2013 hanno realizzato abiti dal forte sapore indiano prendendo spunto dai più elaborati sari e poi specchietti applicati, monili in puro stile Bollywood, tinte rubate dal sole al tramonto, sete trasparenti e delicate, ma soprattutto ricami ricami e ancora ricami.
Questa è l’India; impossibile rimanere indifferenti, sicuramente ammaliati.

 

There is a country in South Asia where opulence meets with extreme poverty, but the potpourri of colors that invade the streets seems to bridge the differences.

This is India.

An aroma of spices from the flavor permeates the air, vibrant colors – which is also dedicated to a national holiday, Holi, which celebrates the beginning of summer – paisley impalpable fabrics expertly decorated and opulent jewelry, precious sometimes.

A country by extreme tones, full of charm that never fails to give strong inspiration to artists and designers.

This is the case of Antonio Berardi, Jean Paul Gaultier, Manish Arora, Matthew Williamson and Sergei Grinkoche in their collections Spring-Summer 2013 clothes have made ​​a strong Indian flavor inspired by the most elaborate sari and then applied mirrors, jewelry in pure Bollywood style, colors stolen from the sun, thirst transparent and delicate, but mostly embroidery embroidery and anchor embroidery.

This is India; impossible to remain indifferent, surely bewitched.

DRIES VAN NOTEN SS13

ImageChe strano destino hanno, a volte, le parole. Grammaticalmente appartengono a un genere ma definiscono una cosa che definisce il genere opposto. Metti la giacca, che in francese si dice la veste, per esempio. È una parola femminile che definisce l’abbigliamento maschile, anzi ne rappresenta il capo per eccellenza. E poi prendi il fiore. La parola è maschile ma rappresenta la gentilezza d’animo femminile. Il fiore ha poi una doppia funzione. Provate a mettere un mazzo di fiori in una stanza spoglia e bianca: fa subito décoration, e la stanza sembra immediatamente arredata.

Deve aver pensato a questo, forse, chi lo sa, Dries Van Noten mentre progettava la sua collezione primavera-estate 2013 che parte dalla declinazione del l’eterno sogno della moda, quello del maschile/femminile e, attraverso l’uso dei fiori, si trasforma in una Grunge Couture molto in stile con questo secondo decennio del Duemila.

Quindi, il maschile. Per Van Noten sono tessuti e forme. Il principe di Galles, innanzitutto, e poi tutti i quadrettati, fino al madras. Con questi ci fa giacche, camicie, pantaloni e gonne legate come sarong (che poi il sarong è un altro indumento maschile) e su quegli indumenti maschili sovrappone applicazioni di fiori tridimensionali, di tessuti pesanti e di seta. Passando alle forme, ecco le giacche che si arricchiscono di fiori, applicati o incrostati, sempre in 3D, e ricamati. O stampati, come sugli abiti aerei, lunghi e larghissimi, che sono una estensione della camicia maschile. Altro indumento maschile che quando conserva la forma si ingentilisce con tessuti di voile e diventa trasparente e spesso vive se stessa come se fosse una giacca. Rimandi di andate e ritorni, tra forme e significati, che questa volta riguardano i fiori. Nella loro speciale funzione, hanno anche il vantaggio di complicare la semplicità. 

Ed eccoli formare, applicati e quasi cascanti, il davanti di gonne semplici di jersey, le baschine di giacche couture, le cinture dei pantaloni. O ricamare le vestaglie e le giacche da camera maschili con i regolamentari revers di raso che si accompagnano alle gonne stampate, che a volte preferiscono maglioni oversize maschili con scolli a V, Immagini, forme, tessuti, volumi, ricami, applicazioni, incrostazioni. Tutti tenuti insieme da una lavorazione tipica della couture e da una volontà di mischiare, scambiare, assemblare che fa molto grunge. Uno stile degli anni Novanta del secolo scorso che ritorna a far parlare di sé nella forma nobilitata dell’alta sartoria.

 

What a strange fate have, at times, the words. Grammatically belong to a genre defining but one thing that defines the opposite gender. Put the jacket, which in French we say the garment, for example. It is a feminine word that defines men’s clothing, but rather is the leader par excellence. And then take the flower. The word is masculine but it represents the feminine gentleness of spirit. Then the flower has a double function. Try putting a bunch of flowers in a bare room and white: décoration ago now, and the room seems furnished immediately.

He must have thought that, maybe, who knows, Dries Van Noten and was planning his spring-summer 2013 which starts from the declination of the eternal dream of fashion, that of the male / female, and through the use of flowers, Grunge Couture turns into a very in style with this second decade of the millennium.

 

Then, the male. For Van Noten are fabrics and shapes. The Prince of Wales, first, and then all squared up to madras. With these makes us jackets, shirts, trousers and skirts sarong tied as (later the sarong is another male garment) and men’s garments superimposed on those applications of three-dimensional flowers, heavy fabrics and silk. Moving on to the forms, here are the jackets that are enriched with flowers, applied or encrusted, always in 3D, and embroidered. Or printed with the garments aircraft, long and baggy, which are an extension of his shirt male. Other male garment that when it preserves the form softens fabrics from voile and becomes transparent and often lives itself as if it were a jacket. References to go and return, between forms and meanings, this time concerning the flowers. In their special function, they also complicate the advantage of simplicity.

And here they are formed, implemented and almost sagging, the front of the jersey simple skirts, basques of the couture jackets, belts pants. Or embroider robes and smoking jackets men with satin lapels regulations which accompany printed skirts, which sometimes prefer men with oversized sweaters V-necks, Pictures, shapes, fabrics, books, embroidery, applications, fouling. All held together by a typical processing of couture and a willingness to mix, exchange, assemble it does very grunge. A style of the nineties of the last century who returns to be talked about in the form of haute couture ennobled.